martedì 20 ottobre 2009

LIBERTA' DI STAMPA






Oggi la classifica mondiale della liberta' di stampa è stata pubblicata da Report senza Frontiere. Su 175 Paesi , l'Italia si colloca al 49° posto dopo Giamaica (23°), Ghana (27°), Trinidad e Tobago (28°), Mali (30°). In Europa Estonia che si colloca nel gruppo delle prime in classifica (6), la Lituania (10), la Lettonia (13). Ai primi tre posti in classifica Danimarca, Finlandia e Irlanda. Peggio di noi ci sono la Corea del Nord (174), l'Iran (172), la Birmania (171), Cuba (170), la Cina (168), il Vietnam (166) e l'Arabia Saudita (163), ultima l'Eritrea.

"Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero." Gaio Giulio Cesare

giovedì 8 ottobre 2009

mercoledì 7 ottobre 2009

BERLUSCONI/LODO ALFANO. BOCCIATO


E' ILLEGITTIMO

IN QUANTO VIOLA DUE NORME DELLA NOSTRA CARTA COSTITUZIONALE:

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 138.

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Perchè il titolo è Berlusconi/Lodo Alfano e non Berlusconi-Fini-Schifani-Napolitano/Lodo Alfano?

Il motivo? Solo Berlusconi e i suoi.... si sentono MOTIVATI a farlo.... gli altri no! Chissà perchè.

lunedì 28 settembre 2009

giovedì 24 settembre 2009

INTERNET IN ITALIA, SARA' PEGGIO DELLA CINA?

L'uomo è nato libero e ovunque è in catene. (Rousseau)



LIBERA INFORMAZIONE - INFORMAZIONE LIBERA

domenica 20 settembre 2009

L'INSEGNAMENTO.....

Ma cosa dovremmo fare..... insegnare? Educare? Istruire? Ma cosa dovremmo fare affinchè i ragazzi imparino un linguaggio più adeguato, avere rispetto degli altri sia che siano diversi sia che la pensino in altro modo se da una grossa (per modo di dire) carica Istituzionale, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione - renato brunetta-, arriva questo messaggio? BELLA INNOVAZIONE!!!!!


mercoledì 16 settembre 2009

OMAGGIO A LUCIANO EMMER



Tratto da GarganoNews.it
Cultura 18/11/2007 09:47
Ero ancora forestiero per questa terra quando ho imparato a conoscerla nel profondo e ad amarla. Mi legava ad essa prima del film un’antica amicizia con le persone. Ma non ancora un rapporto vero con la terra, quel rapporto che ad un certo punto ti fa smettere di essere forestiero e ti fa scoprire amico, fratello, amante.

Ho dovuto salire sull’elicottero per le prime riprese di “Foggia, non dirle mai addio” per scoprirla del tutto. Per le esigenze del film, giravamo in giugno, nei giorni intensi della mietitura del grano, quando le colline sono un mare giallo oro e già nel Tavoliere si alternano ai campi ancora gravidi di spighe quelli già mietuti, neri per la bruciatura delle stoppie. Sull’elicottero pareva non vi fosse confine tra la terra ed il cielo, tra la piana e le alture tutte coperte d’oro. A Castelfiorentino, tra i ruderi del luogo dove Federico II concluse la sua vita terrena, mi ha colto una sensazione di infinito: è come se la millenaria storia della Capitanata s’intrecciasse d’incanto con la distesa senza fine del Tavoliere che prorompe improvviso dalle balze del castello.

La Capitanata dei due mari: il mare azzurro del Gargano e quello giallo del Tavoliere. La Capitanata è i suoi colori, ma non in un senso oleografico o bozzettistico. Per dipingerla occorre armarsi di una tavolozza infinita. I colori di questa terra ne disvelano l’identità profonda. Il film stesso è un incredibile alternarsi di colori, che solo questa terra è in grado di offrire: l’oro del grano, l’azzurro del mare, il verde delle olive “Belle di Cerignola”, il rosso dei pomodori stesi ad essiccare, il bianco delle piramidi di sale di Margherita di Savoia. Il paesaggio trasuda la storia di cui questo territorio è intriso: i campi, le colline, i santuari, i castelli raccontano secoli di vita. Le spigolatrici, i braccianti, i pastori e le greggi transumanti, i terrazzani che da Borgo Croci partivano in cerca di erbe selvatiche, di funghi, di allodole, perfino la spiritualità dell’arcangelo Michele a Monte S.Angelo e di Padre Pio a S.Giovanni Rotondo, lo hanno plasmato e modellato.

L’uomo ha cambiato il territorio e ne è stato cambiato, e da questo continuo rapporto è scaturita la storia, il mito, come racconta la leggenda di Vieste e Pizzomunno, amanti sfortunati, il cui amore si ammanta d’eternità nel faraglione di Vieste. Ha ragione Eugenio Bennato quando canta: “Foggia è quello che è stato, e quello che ancora deve venire”. La Capitanata è anche la sua musica, in cui colori, sapori e passato si ritrovano per diventare espressione artistica vera. L’ho scoperta nello sguardo dei Cantori di Carpino, le cui canzoni concludono il film assieme alla poesia di Bennato. Uno sguardo profondo che guarda lontano, la canzone popolare vola ad abbracciare e ad inventare il futuro.

Il Gargano riesce ad essere contemporaneamente ieri, oggi e domani. L’invito che rivolgo a quanti la visitano ma anche a quanti la abitano è di lasciarsi contagiare da questo spirito che solo qui può ritrovarsi, in un’epoca in cui tutto sembra vivere fuori tempo, sempre più in fretta. Perché solo qui, si può ritrovare il senso vero dello spazio e del tempo.